Il popolo di Instagram scatenato contro Salvini, chi lo ha aggredito? - Visibility Reseller

Il popolo di Instagram scatenato contro Salvini, chi lo ha aggredito?

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Che i politici siano spesso vittime di feroci polemiche a causa delle loro affermazioni, è cosa nota. Questo fenomeno, però, è amplificato alla massima potenza se ti chiami Matteo Salvini. Il leader della Lega, infatti, non perde occasione per mostrarsi sotto i riflettori, con affermazioni spesso polemiche e feroci. E’ facile, in questo contesto, attirare l’odio degli haters sui social, e può capitare, anche, di essere aggrediti fisicamente.

Matteo Salvini rischia l’aggressione due volte in pochi giorni: le vicende

L’episodio più recente risale allo scorso novembre, quando Matteo Salvini si è recato a Napoli per la consueta propaganda politica. Erano i giorni della campagna elettorale in Calabria ed Emilia Romagna, ed il leader leghista era in tour lungo tutto lo stivale. Nella tappa partenopea, però, i toni si sono decisamente accesi.
Un esponente della sinistra locale, infatti, memore degli insulti ricevuti dal partito verde durante l’epoca della guida di Bossi, si è lanciato contro Matteo Salvini, nel tentativo di ferirlo fisicamente. Gli uomini della sicurezza sono stati pronti nell’intervento, evitando così una potenziale tragedia.
Nello stesso periodo, la scena si era ripetuta anche nei pressi di un centro nomadi di Bologna. Tutti conoscono, ovviamente, l’avversione che il leader della Lega prova nei confronti dei campi Rom, tanto da aver coniato il tormentone “ruspa!”, un neologismo usato sia dai suoi seguaci più accaniti, sia dagli oppositori in chiave ironica. Naturalmente, i residenti del centro di accoglienza non hanno mai gradito questo trattamento, ed il risultato è stata la seconda tentata aggressione, nel giro di pochi giorni. Anche in questo caso, ovviamente, la sicurezza è riuscita ad intervenire, evitando al leader leghista qualsiasi tipo di lesione.

Aggressioni fisiche a politici: il recente precedente

Matteo Salvini non è il solo politico ad aver rischiato, più volte, la salute. Ben peggio è andata a Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia è stato aggredito in piena Piazza Duomo, a Milano, da un uomo in evidente stato di instabilità mentale, prontamente fermato ed arrestato con l’accusa di lesioni aggravate. Il leader politico è stato colpito da una miniatura del monumento simbolo della città meneghina a pochi centimetri dall’occhio.
Un caso isolato, che però ha segnato profondamente il Cavaliere, che ha ricevuto una prognosi di 20 giorni per lesione lacero-contusa e copiosa perdita di sangue. Il volto ferito dell’ex premier ha fatto il giro dei telegiornali di tutto il mondo.

Le parole dovrebbero essere l’unica arma di disputa politica

Che siano motivazioni politiche o semplici atti di deliberata follia, i politici sono spesso disposti a rischiare la propria salute pur di portare avanti le proprie battaglie. La lotta, però, non dovrebbe essere fisica, ma dialettica.
Che si condivida o meno le idee di Matteo Salvini, o chi per lui, l’unico strumento lecito di opposizione è la parola, verbale o scritta. L’augurio, quindi, è quello di assistere, in futuro, ad accesi dibattiti sul futuro dell’Italia, in tv o sui social, senza però scadere nella violenza.

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